promesse e promesse e promesse…

la giornata in fondo è stata buona con me

mentre raccoglievo quei pezzi che solitamente si lasciano sotto al tappeto

sono sempre lo stesso pare, anche se un amico mio direbbe

che persino l’asse terrestre è costretto a dei cambiamenti a volte.

la giornata è stata così buona con me

che non ho pensato al dolore

soltanto ad un’indefinibile media di stati

un anonimato candido e caldo, come il tepore primaverile

o la mia mano d’inverno sul termosifone tiepido.

pensando a tutto fuorché al male

sono lievitato come il pane all’olio

ho cantato l’incantevole come i passeri sull’abete

ho riscaldato il divano di misticismi

poi ho tossito, l’incanto s’è spezzato:

ho ricominciato a mordermi le pellicine delle dita

grattarmi nervosamente la nuca, inumidirmi le labbra

e tutto ciò che si fa solitamente quando si vive al cento per cento

anche mediocremente, dentro una banale ovvietà

ma davvero al cento per cento, vele spiegate.

ragioneria di stelle

è che il mattino della domenica
sto già male per il lunedì.
non il venerdì sera, per esempio
carico di promesse. il mantenerle
sarà glaciale imperscrutabile ragioneria di stelle.

sotto sopra.

oggi sotto le poesie di dan fante ho trovato il tuo respiro

sotto il cuscino ho trovato il tuo collo dolce

ed un pensiero (tipo quando la smetterà di trascurarmi

e preferirmi la letteratura anche sul divano…)

sotto le magliette una gioia composta, inattesa

sotto il divano molti aggettivi inutilizzati e verbi stanchi.

oggi trovo soprattutto sotto, sarà che sopra c’è quel silenzio

assordante, domenicale. non mi piace la domenica,

preferisco di gran lunga il sabato, specialmente il mattino.

pare così pieno di promesse.

puzzle di promesse

puzzle ghiacciato ed interrato

di colori, tepori, spore fungine

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