una donna bella come un quadro

una bella donna è il sole
a mezzanotte
è l’oscurità alle dieci del mattino
quando sei al lavoro
qualcosa ti vuol dare
ma non sai accettare e non puoi
una bella donna è l’acqua santa
del non credente
è un pacchetto di sigarette
per il non fumatore
è il cielo che ti sorride
è la vanità della luce
è un viso picassiano
una venere del Botticelli
un collo alla Modì
è il caffé buono
con la crema
e lo zucchero
che scende piano e dolce
una bella donna è il pianto
i denti digrignanti e la pazienza
una colonna di stoviglie sudicie
un vestito da sera elegante
un anello una cena rose rosse
una bella donna non è la festa della donna
una bella donna è un figlio che corre per casa
una bella donna può essere tutto e niente
se è tutto
è la tua condanna a morte
se è niente
vuol dire che sei già morto e sepolto.

*

ho un attimo grande come tutto il mondo
per l’acqua ritornante (tutto ridiventa:
come il sangue dal donatore
l’ispirazione dal quadro fisso secolare
il colore dall’arcobaleno appeso, liquefatto come Dalì
le interiora in un pasto senza tempo, senza danaro) sembro
questa nuova consegna dall’alto
anche se prima o poi sarò, come regola, beato commiato-
oggi, giorno fulcro di schiamazzo temporale:
precipita l’acqua
ticchetta, preme
sulle foglie, i tetti,
idrata le rosolate marsigliesi
in fretta, picchietta;
sfiora per sua presenza
gli assi cartesiani del tempo, tormenta
per peso e sostanza.
forma corolla di puri umori fulgidi tardivi
corona turbolenta di vapore freddo, pigia sulla capoccia
calda, non fa
ch’evaporare qui: pioggia riconsegna
il sorriso candido
la mano umida di pace
che la terra da sola m’ha tolto
abbandonandomi
tra un’idea di cielo
e la radice bitorzoluta del seme nel fondo denso
ferroso, di lombrico.
ed io non sono pianta,
non dico-
anche se nessuno
crede. apparendo
e dormendo farò
l’idea che serve
a farmi ritornante
nella mente fredda.