rosso di sera

fu passione
ma anteriore
come sogno
a ritroso: l’antico
furore del rosso.
hai mai raccontato
il rosso? l’abbiamo
celebrato. fai e pensa
quel che vuoi
or che raffreddato s`è
come lava per l’isola

in mezzo all’oceano.

rosso tramonto

presto vien la sera
gli operai ultimi rimasti
a casa ritornano
la casa che non è loro
forse un giorno lo sarà
la casa dei sogni
ma quali sogni?
al prezzo di mercato
i soldi son rimasti
miraggio dell’unica libertà
superstite. macerie
del proletario
macerie dell’intellettuale.

libretto rosso

a volte voglio esser
poeta di govoni, ciliegi
foglie d’erba, musicale
ingegno, eterno dialogare:
l’infinito, il mare.
altre, se capita, sporco,
cattivo, arrabbiato
grafico frammentario
poco incipriato, meno ancor
legato: sincopi, dirupi
scivoli, pochi ammennicoli.
dualità eterna
nel tutti esser nessuno.

irragionevolezza della gioventù

dicono

quando non ci saranno più

allora

sì ne sentirai forte la mancanza

di padre e madre-

si ricorda sempre più facilmente il peggio

non si apprezza mai

ciò che si ha tra le mani

tuttavia

una parte di ragione c’è

ed anche se vigorosi liti hanno martellato i rapporti umani

in svariate occasioni

bé, la realtà vera è

che

la solitudine brucia

e

che puoi dimenarti quanto vuoi:

gira la ruota

non è rosso o nero

non si vince nulla di più

alla fine è nero seppia sempre

e sferzate di sangue

rosso sotto.

repetita iuvant

mentre la vita continuamente s’incrina
attanaglia la stretta sulle cose e umori,
stretta che non lascia scelta, inchioda
al repetita iuvant. dannata verba volant:
mescolo e scolo i colori: dal grigio topo
al rosso fuoco, nell’infinito il ritorno al noto.