un oceano senz’acqua

hai troppa passione

toglila.

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m’autoassolvo

sei coro di no
sculacciata continua
ma io non so darti via
anche se sei già ora
non più mia.
non sei stata
appartenenza, piuttosto
convivenza,
in contemporanea d’amore
singola mania di sicurezza,
indipendenza,
confusione di ruoli
e gioco di dadi-
che di strada ne hai fatta poi
tra appartamenti,
presunti miraggi,
sogni sfatati…
va bene, va bene
ti lascio libera
così che di libertà pretesa
non saprai che fartene.
ed io capo di me stesso
tra me e me
nuovo vecchio
darmi ordini, lenire.

energia pura

la notte ha il sapore timido e terso del vuoto
spinto. sono le stelle le vagabonde
erranti che da lassù spiano, prive
di qualsivoglia fraintendimento,
a darti il significato che mai saprai:
il cervello sa forse come è fatto dentro? no.
così le stelle sono più lucenti se non conoscono
cosa le rende potente energia di fusione.