amatevi, ma senza sesso e senza figli

ti compiaci
dell’orrore del mondo
ne partecipi via social
con magliette, proclami
appartenenze a preti
vip, santoni e padroni.
ti compiaci d’empatia
col dolore sacro del mondo
ma abiti in un paese
più o meno civile
con l’acqua calda, scuole
e perfino televisione
internet e pensione.
sei bello caldo
t’infervori e alzi la voce
con gattini, petizioni
firme e mobilitazioni
usi colori dimenticati
fino a poco prima
sei vivo, gli altri
lo debbono sapere
lo sapranno dal pallino verde
sul tuo faccino, bravo cittadino.

sesso gentil

voglio darmene di santa ragione
perchè in più d’una rara occasione
son caduto come frutto di stagione
nella depressione a causa del sesso gentil
che così delicato proprio non è tanto
son affranto: se l’uomo ora si cala il pantalone
non è più un leone, è solo un gran coglione.

ha un sesso la poesia?

la poesia è disimpegnata
intimista osserva tiepida
dallo spioncino
è lo zerbino del carino
del pastello, dell’intimo ritrattino.
lineare non canta non incanta
non armonizza, non sussulta:
spiace e compiace, è pecora
rosa rumor ch’annoia.

tutta col cuore, senza pensarne

tace così

anche il profondo silenzio

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