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vicino il tramonto
l’alba lontana
tu vieni con occhi
io vengo col cuore
ci troveremo
a metà strada
con desideri
e parole?
amenità varie
senso, storie?
tutti i viaggi
contengono memorie
che sian tortuosi o lineari
siam nati bene o male
per trovarci
siam nati bene o male
per provarci.

l’ombra e la strada

ho incontrato ancora la mia ombra a mezzodì

camminando con calma e sangue freddo

come al solito, senza pensiero d’altro

giù per la stradina che porta solo a casa

forse alla gentilezza, alla bontà d’animo

e a qualcos’altro che potrebbe…

ho cotto quattro patate sole col sale

il gatto miagolava sotto, a lato,  cercando padrone,

l’amplificatore a valvole autocostruito bofonchiava

chiaramente per portarmi su un altro pianeta,

ma sono sempre io lo sconosciuto

che si scandaglia in altri quattro versi

ed alcuni sospiri, che se ne sta tutto il giorno a casa

senza un pensiero o troppi per metterli sulla bianca pagina:

non c’è nessuna differenza sostanziale tra l’essere qui seduto e tranquillo

ed esserlo là fuori con gli occhiali da sole, la fierezza del confronto, l’approccio

disincantato e diretto, allontanato da pensionati sdentatai ed incattiviti o indifferenti

attendono la svolta sulla panchina vicino al laghetto stipato di carpe abnormi,

senza un nome come non ce l’ho qui nella musica, tra i libri, il mirtillo e le more

nella creanza lucida dell’abitudine… il gatto miagola ancora a lato,

io non calo più dalla stradina, non sono più idea

sono già dietro la porta come un testimone di una religione qualunque

faccio l’occhiolino, immagino… non decido,

non mi conoscete veramente e perciò non mi avrete.

mai.

diversi i giochi

raggiunto dal sole

accecante

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legami potenti

c’è la bruta forza muscolare
che spiana la strada ai sentimenti
ed una forza molecolare ch’allontana
e attrae a seconda che il fiore del tuo viso
sia ambra o inchiostro nero d’infuocato polpo.
questa natura magnetica che studia
i movimenti, li appiana come un magistrale
mattarello d’azdora, li amplifica come un corno da caccia
intonante cuciture e legami chimici furenti, milioni.
così la rete tra simili fa come la spugna e la lamina:
si stende, diviene silenziosa, discreta
ma violenta, mutua reale realtà intramolecolare.

senza coscienza

lontani cento mille
un milione di chilometri
amici, conoscenti
non provo nulla,
lontane assenze
prevaricate da rette parallele
che non si incontrano all’infinito.
come un vetro
anti sfondamento
tra me, me
e altro ed ancora
me
mastico la gomma
della mia indifferenza
spoglia
come una puttana.