a te. e a me

le mie carni pronte a te distese
la tua teatrale centralità dei gesti
la mia cura a cercarti e cercarti
anche quando non sei che illuminazione
l`essere tuo corpo a corpo
quando i nostri occhi non si cercano
perché buio e sacro son tutt’uno
noi due plastici arrovellati e infiniti.

io e te te ed io

gl`inganni conosci bene
come le mie tasche buche.
da quei buchi escono
tanto in tanto carezze
opinioni opinabili.
permane quell’irrisolto
quegli sbalzi come
il carro vecchio
sulla sterrata.

la lista

cosa c’è da vedere oggi

di interessante

faccio la lista per te:

il rosmarino prostrato

coi suoi spunti violetti;

il melograno piccolo

che raggiunge il sole;

il sole tiepido

di questa anomala tropicale estate mite;

il silenzio dei vicini

mai troppo silenti;

il gatto rossastro sotto

l’automobile;

poi c’è l’idea del pranzo

il colore del cielo

la finestra con la zanzariera

ho dormito

ma mi sono svegliato presto

è l’abitudine;

il concertino per violino ed archi

di veinberg

la colomba tubante

l’aereo che mi sorvola

io

in questo lieve formicolio

di fondo.

ricordarmi di tutto

come ricordarmi d’essere vivo.

raggiungerti

col palmo congiungermi a te, le dita

non col cuore non pensiero

ma guerriero, che calca la mano

giunge al porto, sporco. felice,

tentativo il raggiungerti schivo

e morirne come uno solo

che la felicità si può toccare

ed il tuo dolce sorriso.