crepuscolo delle idee

crepuscolo di cicale

pensieri notturni

come gazze mezz’aria

e cielo topo grigio

tangibili miserie rende

calli alle mani

pinguetudine astratta

usura, basso baricentro

sfottò, arsura al dente.

odio l’estate: gratis sudando

smaschero il bluff

immenso, imbottito dentro

c’è poco senso.

m’addentro

senza senno

con ammenicoli,

perditempo.

 

al gatto senza topo

il gatto gioca col bandolo e non trova

che la coda schizofrenica della lucertola

in anfratti e ghetti d’erba confinata.

i passeri e i merletti giovani caciaroni

nell’aria son alti: gatto hai fame, lo so

ma porgi ancora l’altra guancia

fai come coll’uva la volpe:

digiuno si ragiona a metà.

repetita iuvant

mentre la vita continuamente s’incrina
attanaglia la stretta sulle cose e umori,
stretta che non lascia scelta, inchioda
al repetita iuvant. dannata verba volant:
mescolo e scolo i colori: dal grigio topo
al rosso fuoco, nell’infinito il ritorno al noto.