ho sognato tutto

ho sognato tutto
in memoria di me
delle altezze
delle bassezze
perché coesistono
i letti dei fiumi
c’accarezzano
senza lume.
non sono mai stato
un raggio di sole
più un coriandolo
diretto dal vento
ed il suo colore
va a far parte intero
della strada
come una bozza
che si dimena
nella viscosità del tutto
nel disegno fumoso
del diventare.

tutto per tutto

il razzismo è la foglia di fico
dello stupido
il razzismo
fa vendere milioni di copie
in realtà è l’infelicità
l’impulso
la disgregazione del cielo
dello skyline dei desideri
la realtà è che la torta è troppo piccola
ci stiamo scannando per le briciole
per una dignità minima
consentita.
il capitale necessita di scontro
il migliore deve prevalere sempre:
il dogma è servito
il grasso brucia
evviva
questo il mondo.
rivolta posticipata
dal pranzo.

tutto nel mondo è burla

baluardo la crescita
millanteria più delle volte:
la caduta dietro l’angolo
e l’esposizione al pericolo:
tutta una vita davanti
dietro un deposito polveroso
d’uomini che hanno fatto
hanno tentato, hanno creduto
hanno odiato.
è tutto un grande bluff
e tu assecondalo
maturando senza capelli
con l’ernia, il cuore debole
la gastrite, l’artrite
l’insonnia, la pelle macchiata
il tumore. oggettivamente
una pacchia, non c’è che dire.

tutto bene

si gioca
a fare i duri
i forti
i puri.
la gioventù si brucia.
una volta sola
e poi non resta
che il rimpianto.

contesti contenuti

a volte la parte
è il tutto. e più importante,
pare. nella realtà è l’inverso
del contesto a sgomitare:
dimmi tu che dobbiamo
e che crediamo o vorremmo.
io ho scalato il lato
e male scivolato.
sempre in viso
col sorriso.
per la parte
tutto diviso.

tempo, spazio. tanto, poco.

tutto il tempo
spazio poco-
a zonzo
senza scopo
non vedendo
arrivarci a nuoto,
tuoi ricci disegnati
a fuoco lento-
memorizzando.
poco tempo
tutto lo spazio-
stringerti e stringerti
lasciando il peso franco
delle mie mani
sul tuo viso infinito
non vissuto.
che l’odore
non rimane
tra le onde
profonde.
sprofonda.