esser più vivo

chiusi pugni, assetati di coscienza
nell’acidula frontiera dell’imperizia:
rovello che non esplode brillando
cresce negli ampi margini
negli interstizi dei farò, ci penserò-
implode desautorando.
nelle strette crederò poi così d’esser più vivo
vegeto. tamponando.

speculare

nella sera
niente balera
il buio soltanto
mi fa vivo e vegeto
parziale di cuore affranto
esserne solamente l’idea
inversa, il moto a luogo
a ritroso, speculare
d’una qualsiasi
tristezza, malinconia
finita di gioia, un’ intera
esistenza circoscritta in stanza.