senza coscienza

lontani cento mille
un milione di chilometri
amici, conoscenti
non provo nulla,
lontane assenze
prevaricate da rette parallele
che non si incontrano all’infinito.
come un vetro
anti sfondamento
tra me, me
e altro ed ancora
me
mastico la gomma
della mia indifferenza
spoglia
come una puttana.

…senza titolo…

non giudice
neppure avvocato
(m’osservo
scrupoloso
allo specchio,
vetro d’anima).
son gemelli:
poliedricità
sconcertante.
e l’imputato?
dentro me
alfine
come giudice
e avvocato.

…senza titolo…

sono vetro frangibile
e ferro dolce
scandaglio il fondale
come un dinosauro affamato.
no, no!
sono preda che stride.
brancolando.
avrei preferito
una miniatura
fredda preziosa
al posto
del mio nome
affamato
di provvidenza.