m’autoassolvo

sei coro di no
sculacciata continua
ma io non so darti via
anche se sei già ora
non più mia.
non sei stata
appartenenza, piuttosto
convivenza,
in contemporanea d’amore
singola mania di sicurezza,
indipendenza,
confusione di ruoli
e gioco di dadi-
che di strada ne hai fatta poi
tra appartamenti,
presunti miraggi,
sogni sfatati…
va bene, va bene
ti lascio libera
così che di libertà pretesa
non saprai che fartene.
ed io capo di me stesso
tra me e me
nuovo vecchio
darmi ordini, lenire.

la via

diritta via
ricalcitri e lontano
posteggi, o
delimiti come sinfonia
luce.
sapessi dove sei-
quando-
sonno
mi par sempre
in una non mia
dimora.
senzatetto e poeta:
doppia aggravante
nell’esiger meta.