canta ancora per me

la cicala viva si rifà
alle 20 e 12 opplà
come appuntamento
al buio e quasi notte
è: tutte le orecchie
anche quelle strette
non sono nell’abbietto
inutile servile tigi
sono volte all’attenzione
dell’insetto, sembra
sotto lenzuola nel letto
per quanto appresso:
l’insetto è più nobile
del veicolato intelletto.

ancora cicale

tutte le cicale cercano
d’ombra un poco
e la scoperta del silenzio
sarà della parabola la fine.
il canto si zittisce ed il paesaggio
cambia: c’è stato un momento
in cui s’è creduto all’utopia
d’una strana armonia:
dialoga il solista
sul manto armonico del mondo
e l’orchestra è triade perfetta.
ma l’esattezza illusione
solidarietà intrusione.

ancora rime

attenti ai portamenti:
questo portenti
l’indicibile dichiarano.
resti di menti
ed altre carnalità
i possessori fluttuano
alleggeriscono e pesano.
oltretutto la postura
può toglierti d’impaccio:
solida salute, come uno spaccio.

ancora sulla poesia: sei un fottuto egoista! – (di getto)

la poesia non é gomma

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